
23-6-2010
ANCORA ... PER LA SICUREZZA AD ABANO
di Fabio Brasiliani
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Nell’epoca del web 2.0, di facebook, del Grande Fratello, dell’Isola dei Famosi, in pratica nell’epoca dell’importante è esserci, dell’importante è comunicare in modo sempre più profilato, purché l’apparire sia il comune denominatore di ogni azione che si intraprende; a questo trend potevano forse sottrarsi i gestori pro tempore, insediati nel comune di Abano? Viste le valanghe di comunicati stampa che tengono impegnati un sacco di dipendenti comunali e che vengono partoriti nel tentativo di far brillare di luce propria iniziative del tutto risibili, direi proprio di no! Ma la più plateale proprio non si poteva evitare di commentarla, l’annuncio della nuova "Cittadella della Sicurezza". In pratica si sa che ad Abano i Carabinieri siano da anni costretti ad utilizzare spazi che oramai non sono più tollerabili rispetto agli standard di sicurezza e gioco forza soffrano questa loro condizione, ma nonostante ciò, offrono un servizio all’intera comunità di primario livello e tutti ne beneficiano senza rendersi conto di questa loro situazione per così dire: "di disagio". Gli stessi uomini della Polizia Locale sembravano stare lì e lì per traslocare su spazi ritenuti più coerenti con le loro esigenze operative, quindi è chiaro a tutti che un rimedio definitivo e non un rammendo dell’ultima ora andava trovato. La sicurezza è materia delicata e l’impegno di spesa da dedicare a questo capitolo pure. Le risorse, coi tempi che corrono, sono quello che sono pertanto molta attenzione va posta sulle strategie da adottare. Non si tratta di ordinaria amministrazione, non si tratta di decidere a quale lampione bisogna dare l’antiruggine o a quale ditta bisogna affidare l’asfaltatura di un marciapiede, pertanto suona un po’ strano che due burocrati, la Commissaria straordinaria Marcella Conversano e il suo vice o sub Carlo De Rogatis, coadiuvati dell’oramai famoso Segretario Generale Maurizio Lucca, si assumano questo onere senza una più ampia condivisione tra le varie forze politiche locali, ma visto che sembra proprio lo possano fare, tale non coinvolgimento dei rappresentanti politici risulta quanto meno indelicato ed un pochino arrogante, comunque sia, affaracci loro. Quello che fa un po’ specie a seguito del proclama, non è questo fatto di bon ton o etica comportamentale o che alle forze che garantiscono nel territorio la sicurezza non debba essere realizzato un sito, su questo credo che tutti siano d’accordo, ma quanto inciderà nell’intera comunità il costo per una simile operazione: 10 milioni di euri (quasi 20 miliardi delle vecchie lire, per i meno informati), di cui gran parte a carico del comune aponense!!! Cavolo ma allora avevo ragione io a dire che Abano è un comune ricco, un paese dalle mille risorse, un paese proprio da auto blu! Già l’ho scritto ma in realtà non ci credo poi tanto. Credo invece che una simile cifra debba far tremare le vene ai polsi solo ad essere pronunciata dagli amministratori di un paese di 20 mila anime; una quantità di denaro simile, sarà un capestro annunciato con cui le future amministrazioni, per decenni, dovranno convivere e fare i conti per far quadrare i bilanci, un qualcosa che inevitabilmente falcerà qualsiasi altra iniziativa. Il pensiero mi corre a quella madre e al suo povero figlio handicappato per cui i soldi non c’erano, allora ho fatto bene ad esortare chiunque abbia un effettivo problema a non farsi scoraggiare ma anzi ad insistere perché, questi tizi, i soldi, quando vogliono, li fanno saltare fuori. Va bene, ma in pompa magna è stato annunciato che per la "Cittadella della Sicurezza" è già stata individuata un’area in zona centrale e che oltre alla Benemerita e alla Polizia Locale ospiterà anche il distaccamento della Protezione Civile dell’intero comprensorio termale ed euganeo; il tutto grazie ad un’operazione di acquisizione dei terreni di via Prati, avviata dall’ex assessore ai lavori pubblici Andrea Cosentino. Ahi ahi ahi, molte forze politiche hanno già iniziato a turarsi il naso, c’è chi, ad esempio il PD, con il suo coordinatore Antonio Malatrasi con tono un po’ sarcastico ha detto: «Speriamo che il commissario prefettizio non frughi troppo nei cassetti dei progetti accantonati dalle varie amministrazioni che si sono succedute nel tempo», se oltre ai progetti guardiamo le consulenze, varie volte fornite, iniziamo a parlare di decine se non di centinaia di migliaia di euro già spesi su questo fronte, quindi buttati aggiungo io. Lo stesso Malatrasi ha fatto più scientemente notare: "Portare la protezione civile, con i propri mezzi, a ridosso della zona pedonale appare quanto mai paradossale. Perché non trasferirla nelle vicinanze del comando dei vigili del fuoco? (anch’essi in zona industriale). Come mai a Padova si punta a un decentramento mentre ad Abano si concentra e si parla subito di crediti edilizi?" e su queste affermazioni è utile fare un paio di considerazioni. Collocare tutto questo ambaradan in zona centrale ad Abano a chi conviene veramente? Viste le parole di Malatrasi verrebbe da dire che unificare queste componenti della sicurezza locale, serve per scusare o per così dire, far meglio supportare un certo tipo di operazione, ma l’operazione vera qual’è? Si parla di un gruppo alberghiero che avrebbe rilevato l’area in questione e in cambio dei 2000 metri cubi che serviranno alla realizzazione di questo mega progetto potrà usufruire dei rimanenti 1000 per cementificare. Sì va bene! Dette così sembrano solo insinuazioni fatte apposta per screditare un’operazione trasparente che porterà ad ottenere ad Abano la struttura più grande dell’intera provincia. Però c’è chi giustamente fa notare che il costo così esorbitante è dovuto al fatto che il sito è stato individuato in una zona centrale di Abano, in un altro luogo la cifra sarebbe notevolmente ridimensionata, ma trovali tu allora i benefattori! L’alternativa quale sarebbe? Forse giace proprio impolverata in quei cassetti a cui il coordinatore PD faceva riferimento, oppure no! in via Roveri c’é, per esempio, l’ex sede R.O.C. dell’Aeronautica, credo ci voglia meno della metà di quanto previsto in via Prati per un corretto ammodernamento. Insomma ci sono troppi lati oscuri, troppi se e troppi ma, soprattutto suona un po’ strana tutta questa fretta di concludere l’operazione, credo che una riflessione più attenta e, come già detto, ampiamente condivisa da tutte le forze politiche locali farebbe cadere tutte le voci e le insinuazioni che già stanno montando su questo nuovo caso. Tanta urgenza nel far proclami, nel far apparire qualcosa, soprattutto se magnificente, pur di far capire che si lavora su progetti importanti, in linea con l’importanza che si vuole dare alla città e intanto ci si dimentica che ad Abano intere zone protestano per la mancata o minima presenza degli uomini della Polizia locale, a Feriole per esempio non si vede un berretto bianco manco a pagarlo. Le cose semplici evidentemente non interessano, il declassamento di alcuni quartieri a favore di altri è materia solo per i soliti quattro che approfittano di cosucce irrilevanti pur di far caciara, polemica, chi decide veramente è invece già proiettato nel terzo millennio, vede oltre e non si occupa di quisquiglie di poco conto, ha altro su cui lavorare. Deve tracciare l’Abano che verrà ancora con idee faraoniche, le cose più semplici ma ovvie lasciamole agli altri. Gli alberghi in disuso, vero esempio di una politica nell’industriale alberghiero totalmente fallimentare, covo di diseredati estemporanei e delinquenze occasionali, non vengono presi nemmeno in considerazione, nessuno si è mai curato di loro, meglio ignorarli, ma stanno lì, come spettri, biglietto da visita scomodo per una cittadina che vorrebbe darsi un tono ma deve ancora trovare il bandolo della matassa. Aprite gli occhi, loro sono i veri testimoni di questi tempi e delle politiche mancate, ci avvertono che l’era dell’esuberanza è finita da un pezzo, urge un completo cambio di rotta, di mentalità, un’analisi veramente approfondita e corrispondente in prospettiva futura, fuori da qualsiasi schema di favoritismo, ma nell’ottica del vero bene comune, l’alternativa sarà il loro proliferare, appare oramai chiaro a tutti che con questo vecchio modo di fare non si va da nessuna parte e loro, questi decadenti monoliti dell’inutile, sono lì a testimoniarcelo, eppure c’è ancora qualcuno che insiste. fabio brasiliani |
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