21-6-2010

Istituzioni culturali di Abano Terme




IL FUTURO MUSEO DI ABANO SARÀ LA CASA
DELLA BELLEZZA APERTA A TUTTI I CITTADINI



Gli aponensi e anche gli ospiti degli alberghi che sinora, magari solo di sfuggita ma sempre con la guida appassionata e competente dei nostri bravi operatori museali, hanno avuto occasione di visitare quella che oggi porta la denominazione di Villa Comunale Roberto Bassi Rathgeb e che fino al 1984 tutti conoscevano con il nome più antico di Villa Zasio, insieme allo stupore di fronte alla bellezza e al valore storico del monumento hanno tutti espresso l’auspicio che essa venga al più presto restituita alla sua funzione di sede del Museo Civico di Abano Terme.
Non si può che condividerlo questo auspicio, di modo che comincino finalmente a portare frutto i grandi investimenti di diversi miliardi di lire allo scopo decisi da alcuni amministratori illuminati, primo fra tutti il grande e ineguagliato sindaco Federico Talami che acquistò l’edificio e dopo di lui il sindaco Cesare Pillon che ne decise il restauro (incalzato – a onor del vero – dalla passione del suo assessore Eloisa Pennisi). Naturalmente anche altri amministratori si sono adoperati per la nascita del Museo presso Villa Bassi, tra cui persino e in modo decisivo un commissario straordinario, l’indimenticato Abramo Barillari, ma purtroppo nessuno di loro portò a termine l’impresa. Un’impresa che secondo me dovrà essere al centro dei programmi di tutti i candidati sindaco alle prossime elezioni comunali e che la maggioranza che scaturirà dalle urne dovrà impegnarsi a realizzare senza se e senza ma.
Sono certo – ma siamo in tanti a esserlo – che le ristrettezze finanziarie del momento, purtroppo reali e gravi, soprattutto quelle imposte ai comuni, non potranno venire invocate come alibi per rimandare al solito nebuloso futuro una così importante e meravigliosa realizzazione per la città tutta.
Sì, perché un museo moderno, in sintonia con il nostro tempo, è davvero una casa delle meraviglie dove tutti possiamo trovare alimento per lo spirito, gioia, cultura, allegria, impulso a vivere meglio e a ritrovare noi stessi. Il successo che oggi ha un museo ben pensato e ben organizzato fin dal primo momento della sua apertura è un fatto incontrovertibile che comporta per la città un indotto economico e turistico non da poco: basti pensare, senza rifarsi all’ormai mitico Gugenheim di Bilbao che ha immesso prepotentemente nel circuito turistico internazionale una città smorta e periferica, ai nostri nuovi musei italiani come il Mart di Rovereto o il Mambo di Bologna, il Maxxi e il Macro di Roma, il Madre di Napoli, sempre affollati e partecipati!
In modo particolare il Museo Civico di Abano Terme dovrà essere la casa delle meraviglie per tutti i cittadini e per gli ospiti: esso sarà un centro vivo e pulsante di attività artistiche, dalle esposizioni permanenti a quelle temporanee, dalle performance alle installazioni, un laboratorio permanente per bambini e ragazzi, un atelier per gli adulti che vogliono dedicarsi a talune pratiche artistiche, dalla pittura alla scultura e alla videoarte.
La sede medesima di Villa Bassi è essa stessa un’opera d’arte e un monumento da ammirare e soprattutto da leggere come testimonianza preziosa della nostra storia e della nostra cultura, dell’evoluzione dell’economia rurale e alberghiera, del tipo di sviluppo urbanistico e sociale  di Abano Terme.
Insieme al palazzo e alle adiacenti barchesse dovranno essere naturalmente valorizzati e aperti permanentemente alla cittadinanza e agli ospiti anche gli spazi verdi circostanti, adeguatamente sistemati a parco, dando così vita a uno stupendo polmone verde nel cuore della città!

Bruno Francisci

     
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